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Fretta

In molti avranno, come me, imparato la sottile arte di aver fretta.
Quella sottile, impercettibile lezione di vita che viene somministrata ad ognuno fin da quando è bambino.
Si è già fatta mattina, la sveglia suona… Presto! Sveglia!È tardi è tardi!
Vestiti, colazione – di fretta quei biscotti che l’autobus bussa alla finestra –, lavarsi i denti, lo zaino sulle spalle.
Sali. Viaggio. Scendi.
Entri dalla porta delle elementari, esci da quella delle medie; la mattina dopo già apri la porta dell’università.
Nella fretta di scegliere la tua strada hai appena finito il primo appello.
(Sei anche felice di vivere da solo)
Il secondo appello.
(«Eppure fino a pochi minuti fa ero nel giardino a giocare a palla con i miei amici»)
Il terzo.
Frettoloso hai dato 29 esami, ma intanto non smetti di avere fretta.
Le superiori… sembra un’altra vita. Sì, hai 30 anni, quelli sono ricordi di un altro tempo.

(Nella fretta)
Hai fretta, ma continui a sentirti l’ultimo.
Hai fretta di avere fretta, tanto che non ti preoccupa più neanche avere ansia. L’ansia è utile concime: il giusto fertilizzante per crescere e stare al passo con la vita.
Così come un melo richiede la giusta ed amorevole cura per far maturare la fretta… forse sbaglio? Si chiamava frutta?
Nella fretta mi ero confusa.
La frutta non è da confondere con la fretta: lei almeno può tirare un sospiro di sollievo e bearsi di un’intera stagione di sole prendendosi un lasso di tempo lungo tanto quanto la aggrada per maturare. Sarà accarezzata dalle foglie gentili e visitata da qualche farfalla colorata. Diventerà bella scintillante, succosa, colorata, piena. Anche agli animali farà gola.


Non si sa bene come succeda, ma te di contro già pensi con piacere al momento in cui sarai solo nocciolo.
Hai fretta. Se studi sei un nullafacente («Ventisette anni, ancora studi? E l’affitto? Lo stipendio? I contributi? Non ti interessa guadagnare?»)
Scegli di non studiare, ti insegneranno che non hai studiato perché non sei abbastanza intelligente. Attento anche a non trovarti un buon lavoro se sei troppo giovane, ti scoprirai raccomandato.
Ah! Ricorda anche che se prendi tempo sei un figlio di papà.
Quale sia la tua scelta, ricordati di essere abbastanza rapido, o sei un fallito.
Hai fretta di trovare un lavoro e la frutta la mangi senza curartene troppo a metà mattina.
Stabilità, quale miraggio.
Inizi a chiederti per la prima volta se non sia che hai vissuto i primi (i più bei-) trent’anni della tua vita un po’ troppo di corsa. Ma anche questo lo fai di fretta, senza sentirti maturare sotto i raggi del sole, senza prenderti il tempo di conoscere – con delicatezza – i nuovi colori che ti si addicono, senza chiederti con la giusta premura se ti va bene piacere agli occhi di chi ti guarda o se preferiresti piacere a te stesso.
Ma c’è il benestare, la dovizia (lo stipendio!!!) e con la pancia piena di schifezze
(al posto della frutta)
ti arrangi a seguire i canoni.
Io non ho capito, nella fretta, dove si trova il tempo per essere felici.

Nato in un’epoca fortunata,
nato nel luogo fortunato,
non esiste lamento,
non esiste guerra a distruggere la tua fretta: sarà la tua fretta a distruggerti.

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