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novellequotidiane

Ti racconto il mio primo ricordo

Introduzione

Su instagram ho trovato una bella iniziativa a cui avrei piacere a partecipare, tempo e fantasia permettendo (sono tra gli italiani che ancora devono andare a lavoro). @margherita.tercon, in vista di questi giorni chiusi in casa, per prevenire la diffusione del covid-19, ha proposto di condividere racconti brevissimi sulla base di sue indicazioni, così da mettere in contatto tra di loro persone appassionate di scrittura o che semplicemente vogliono parlare dei loro ricordi.
Oggi la fantasia mi ha sostenuta: sono riuscita a contribuire all’iniziativa #NovelleQuotidiane. Ho deciso di riproporre anche sul blog il mio micro-racconto. Buona lettura.


Racconto

Un dì il sole gli venne incontro e gli pose un semplice quesito: “Giovane uomo, perché non mi parli del tuo primo ricordo?”.
Lui pensò, pensò e ripensò a quale fosse la miglior risposta, a quale fosse una risposta più che mai vera. Tuttavia così su due piedi, non ne aveva, piuttosto replicò con una domanda: “Il primo ricordo di quale vita?”.
Lui di vite ne aveva vissute due: quella precedente e quella successiva alla malattia della sua mente.
“Non ho ricordi della mia prima vita, ho la memoria troppo corta – disse al sole – non ricordo neanche il primo giorno della scuola elementare o della scuola media. Non ho ricordo di Natali lontani. Vedo solo un ammasso vago di macchie scolorite che si affollano nella mia mente. Salgono a galla solo immagini tristi. Io non so ricordare com’ero”.

Ma della seconda vita sì, di quella aveva un primo ricordo. Era una mattina, anche allora il sole aveva bussato alla finestra.
Negli occhi della mente apparve quella memoria: si era osservato allo specchio e rideva. Oh, si, rideva. Non una risata sguaiata e caotica, neanche una risata finta e tirata.
Era un timido sorriso, sbucava sotto gli occhi impastati dal sonno. Provò affetto per quella persona riflessa, premura. Vedeva nei suoi occhi tanta dolcezza, quella che non aveva mai riservato per sé stesso. Gli parlò piano: “Si – gli disse – sei abbastanza, da oggi in poi ricordalo per sempre”.
“Sole, questa è la mia seconda vita, voglio ripartire da qui”.

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